Allarme inquinamento in Lombardia: ecco la sorprendente classifica dei luoghi con l’aria migliore

Negli ultimi anni il tema dell’inquinamento atmosferico in Lombardia è tornato prepotentemente al centro del dibattito pubblico, alimentato da dati preoccupanti e da episodi di smog che hanno coinvolto le principali città e molte aree della Regione. Tuttavia, il 2024 ha registrato una situazione particolarmente interessante e, sotto diversi aspetti, sorprendente: la qualità dell’aria non è omogenea sul territorio lombardo e ci sono dei luoghi che mostrano livelli di purezza superiori alle attese, meritando una citazione nella speciale classifica dei centri con l’aria migliore.

Panorama attuale dell’inquinamento atmosferico

La Lombardia è storicamente il cuore dell’industrializzazione italiana e il suo sviluppo economico ha inciso pesantemente sullo stato dell’ambiente. Le principali fonti di inquinamento sono da individuare nel traffico veicolare, nel riscaldamento civile, nelle attività industriali e agricole, con particolare riferimento agli allevamenti intensivi nelle zone di pianura. Le conseguenze di queste fonti sono evidenti: concentrazioni elevate di PM10 e polveri sottili, superamenti delle soglie di sicurezza previste sia dalle norme italiane che da quelle europee e, soprattutto, rischi per la salute della popolazione.

Nozioni fondamentali dell’inquinamento atmosferico possono essere consultate su Wikipedia, dove vengono descritte le principali tipologie di inquinanti e le conseguenti problematiche sanitarie e ambientali.

Le città più inquinate: la pianura sotto osservazione

Secondo il bilancio di Legambiente redatto a inizio 2025, confermato anche dai dati di ARPA Lombardia, i capoluoghi della bassa pianura lombarda sono risultate le località più colpite da livelli elevati di polveri sottili. In questo scenario, Milano, Cremona e Lodi hanno spesso riportato valori medi annui di PM10 oltre 30 microgrammi per metro cubo, con una frequenza di sforamenti dei limiti di legge significativa, soprattutto nei periodi di stasi atmosferica e bassa ventilazione, condizioni che favoriscono la stagnazione degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera.
Nei centri di minori dimensioni situati nella pianura agricola, come Viadana, Bertonico, Crema, si sono osservati dati allineati o addirittura peggiori rispetto ai relativi capoluoghi. Le aree ad alta densità di allevamenti intensivi, come Codogno e Soresina, hanno addirittura superato i parametri delle città più grandi, evidenziando come l’agricoltura industriale, e non solo l’urbanizzazione, sia una componente cruciale nella formazione degli inquinanti atmosferici.

Da segnalare, inoltre, casi eclatanti come quello di Milano, che nel febbraio 2024 ha raggiunto il terzo posto nella classifica mondiale delle città con l’aria più inquinata, secondo il monitoraggio di IQAir, con AQI (Air Quality Index) fino a 193, valore ritenuto insalubre e fonte di allarme sanitario per la popolazione.

Lecco, Sondrio e la Lombardia “virtuosa”: dove si respira meglio

In netta contrapposizione con la realtà della pianura, diverse aree della Alta Lombardia hanno fatto registrare dati estremamente incoraggianti. In particolare, le province di Lecco e Sondrio si sono distinte per livelli minimi di PM10 e per il ridotto numero di sforamenti dei limiti annuali consentiti.
Secondo la rilevazione condotta da Legambiente e dai laboratori regionali, Lecco si è guadagnata il titolo di seconda città meno inquinata della Lombardia per concentrazione media di PM10, con soli 25 microgrammi per metro cubo e appena cinque giorni di superamento dei valori stabiliti dalla legge. Un risultato sorprendente se si considerano le precedenti non troppo brillanti performance e il contesto generale della Regione.
Sondrio ha ottenuto il quarto posto nella stessa graduatoria, con una media annua di 35 microgrammi/mc e undici sforamenti, pur rimanendo nettamente al di sotto delle aree critiche della pianura.

Anche la provincia di Como e quella di Varese hanno mostrato miglioramenti notevoli, con valori medi di PM10 inferiori a 20 microgrammi/mc, molto vicini all’obiettivo indicato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (soglia di 15 microgrammi/mc come valore ideale).

Questi dati, inoltre, vanno interpretati tenendo conto delle condizioni meteorologiche particolarmente favorevoli che hanno caratterizzato il 2024, uno degli anni più piovosi dell’ultimo decennio. Le precipitazioni frequenti hanno facilitato la dispersione e l’abbattimento degli inquinanti nell’atmosfera, contribuendo a rendere la qualità dell’aria una delle migliori di sempre nella regione alpina e prealpina lombarda.

Le cause delle differenze territoriali

L’analisi delle fonti d’inquinamento e delle condizioni geoclimatiche consente di capire perché alcune città lombarde godano di una qualità dell’aria notevolmente migliore rispetto ad altre:

  • Collocazione geografica: i centri della Alta Lombardia godono di ricambio d’aria favorito dai venti e dalla conformazione montuosa, che facilitano la dispersione degli inquinanti.
  • Meteo: anni particolarmente piovosi contribuiscono all’abbattimento delle particelle nocive (PM10, PM2.5), riducendone la concentrazione al suolo.
  • Bassa densità di traffico e industria: Lecco, Sondrio e Varese sono caratterizzate da una minore densità veicolare e un minor impatto industriale, rispetto ai grandi centri della pianura come Milano, Lodi e Cremona.
  • Bassa presenza di allevamenti intensivi: nelle province prealpine e alpine, la minor vocazione agricola di tipo intensivo limita l’emissione di ammoniaca e altre sostanze inquinanti, che, come spiegato dalle misurazioni di ARPA Lombardia, aggravano la situazione soprattutto nella Bassa padana.

L’interazione tra questi fattori determina una disomogeneità nella distribuzione dei livelli di inquinamento atmosferico, che trova conferma nei dati raccolti annualmente dalle reti di monitoraggio.

Cosa aspettarsi per il futuro

I dati dell’ultimo anno indicano un progressivo miglioramento della qualità dell’aria in Lombardia, pur con importanti disparità territoriali. Questo trend positivo è dovuto sia alle politiche di riduzione delle emissioni promosse dall’Unione Europea, sia alle condizioni meteorologiche favorevoli, e solo in parte alle strategie locali, come sottolineato più volte da Legambiente. Tuttavia, la sfida rimane aperta: le aree della pianura lombarda continuano a concentrare criticità particolarmente acute e sono chiamate a rivedere il proprio modello produttivo e urbanistico, promuovendo una mobilità sostenibile e una transizione verso sistemi energetici meno impattanti.

Una maggiore consapevolezza sulle cause e sugli effetti dell’inquinamento atmosferico potrà aiutare a orientare le scelte future, con l’obiettivo di tutelare la salute pubblica e ridare centralità agli ecosistemi lombardi.

In conclusione, la Lombardia ci consegna una vera e propria classifica a sorpresa della qualità dell’aria: Lecco, Sondrio, Como e Varese sono località in cui si respira decisamente meglio rispetto ai grandi centri. Un risultato che merita attenzione e che può rappresentare un modello virtuoso da seguire, per un futuro dove la salute dell’aria sia al centro delle scelte politiche, economiche e sociali della regione.

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